Mondolfo si ferma per l’ultimo saluto a don Aldemiro Giuliani

Mondolfo si ferma per l’ultimo saluto a don Aldemiro Giuliani

MONDOLFO – Si svolgeranno oggi pomeriggio, alle ore 15, nella chiesa di Sant’Agostino, officiati dal vescovo diocesano monsignor Franco Manenti, i funerali don Aldemiro Giuliani, deceduto sabato all’età di 86 anni, dopo essere stato colpito dal Covid.

E per oggi, a Mondolfo, l’Amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino e un minuto di raccoglimento in memoria del sacerdote. Con bandiere a mezz’asta sul Palazzo comunale in segno di lutto, l’annullamento di ogni manifestazione pubblica e la sospensione delle attività ludiche e ricreative.

Don Aldemiro era nato a Ripe, oggi Trecastelli, il 27 dicembre 1933, figlio di Arduino Giuliani e Giulia Angeletti. Ordinato presbitero e incardinato nella Diocesi di Senigallia, dal Vescovo monsignor Umberto Ravetta sabato 16 marzo 1958 nella Chiesa parrocchiale di Ripe insieme a don Mario Cecchini, don Quartilio Mancini e don Severino Sebastianelli.

Nell’ottobre 1958 viene inviato Cappellano a San Medardo di Arcevia. Nel mese di ottobre del 1960 viene nominato Vice Direttore delle Opere Pie (Orfanatrofio) dell’Ospedale Civile di Senigallia che seguirà con vera dedizione per diversi anni prendendosi cura dei ragazzi e giovani orfani e abbandonati con vero amore di padre.

Il 24 gennaio 1966 sostiene gli esami di concorso per la nomina a parroco di Barbara insieme a don Aldo Tinti e don Umberto Mattioli che diventerà poi parroco.

Si è laureato in teologia, psicologia e assistenza sociale, ed è stato insegnante di psicologia, per diversi anni, alla scuola infermieri di Fano. Inoltre ha seguito diversi gruppi di mutuo auto aiuto e diverse associazioni di volontariato in modo particolare la formazione dei volontari dell’Avulss.

Il 26 maggio 1966 viene nominato Vicario Coadiutore dell’Arciprete di Mondolfo don Osvaldo Federiconi, gravemente malato al quale è stato vicino con amorevole cura e dedizione specie negli ultimi tempi di vita. E’ di questo periodo l’infaticabile attività di don Aldemiro, in aiuto al parroco e rettore del santuario don Osvaldo, per il decennale della Madonna delle Grotte, preparato fin dall’inizio dell’anno e che culmina con i solenni festeggiamenti del 10-12 settembre 1967 preceduti dalla “peregrinatio” della venerata effige attraverso tutte le chiese del Comune e delle parrocchie vicine dal 21 agosto al 31 agosto 1967 e dalle missioni predicate dai Padri Cappuccini dal 31 agosto al 9 settembre 1967.

Nel mese di maggio del 1967 don Aldemiro viene nominato Cappellano dell’Ospedale Civile di Mondolfo e alla sua chiusura definitiva nel 1991 viene nominato cappellano dell’Ospedale Santa Croce in Fano dedicando tutta la sua vita alla visita e alla consolazione dei malati nell’ospedale, nelle case di riposo e nelle abitazioni fino agli ultimi giorni della sua vita.

A seguito della morte di don Osvaldo Federiconi avvenuta il 2 aprile 1969, il 15 aprile 1969 viene nominato dal Vescovo di Fano e Amministratore Apostolico di Senigallia, monsignor Costanzo Micci, Arciprete parroco della Chiesa di Santa Giustina in Mondolfo e vi resta fino al 1 settembre 1979 quando viene nominato parroco don Pier Domenico Pasquini.

E’ rimasto sempre collaboratore nella comunità parrocchiale di Mondolfo, anche dopo la rinuncia al servizio di parroco, con la vicinanza alle famiglie e ai giovani, specie quelli più fragili prima con l’esperienza della Casa “La Fonte” e l’avvio del Centro per diversamente abili e poi con la celebrazione eucaristica feriale compresa la protofestiva presso la casa di riposo comunale e la celebrazione eucaristica festiva presso la cappella della Casa della Salute, ma soprattutto con l’instancabile e frequentissima visita diretta alle famiglie e il contatto telefonico quotidiano con tantissime persone in modo particolare in occasione di compleanni, onomastici e ricorrenze varie liete o anche tristi e difficili della vita.

Nel luglio del 2016 don Aldemiro Giuliani ha anche pubblicato il primo volume del suo libro dal titolo “Impara a vivere – spunti per riflettere e per crescere” e poi nel dicembre sempre del 2016 il secondo volume entrambi consultabili e scaricabili gratuitamente anche on line in Pdf sul sito www.panefresco.eu/impara-a-vivere-don-aldemiro-giuliani.

Il messaggio dei due volumi è che nella vita si può sempre imparare, dalla vita si può imparare tutti i giorni, e scoprire, valorizzare ed usare le capacità personali e professionali che ciascuno ha è la premessa fondamentale per scoprire, gioire e vivere intensamente “la tua vita” perché “nessun altro potrà viverla al posto tuo”.

Nel frontespizio del secondo volume si presenta al lettore con questo pensiero che è stato inserito anche, sembra su sua precedente richiesta, nel manifesto dell’annuncio funebre: Una barca sul mare mi suggerisce di dirti amichevolmente: “Tu non puoi fare la traversata stando a guardare l’acqua del mare. Sali, quindi, sulla barca. Togli l’ancora che ti blocca la partenza. Spiega le vele e attendi il vento che le gonfi. Per navigare. E, se non c’è il vento, tu incomincia a remare!” A.G.

Don Aldemiro Giuliani è deceduto all’Ospedale di Pesaro nella tarda serata di sabato 31 ottobre dopo essere risultato positivo al coronavirus, dopo solo pochi giorni dal ricovero prima nel reparto di malattie infettive e poi, a causa di una grave insufficienza respiratoria, in terapia intensiva dove in un primo momento sembrava riuscire a superare anche questa difficile situazione come aveva brillantemente superato le conseguenze di un grave incidente stradale nell’agosto 2018 quando era stato investito da un’auto mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali davanti alla chiesa di San Gervasio, lungo la strada provinciale Pergolese.

Il 13 giugno 2008 don Aldemiro aveva scritto il suo testamento – saluto, letto al termine della celebrazione esequiale, con un ringraziamento, un invito ed un arrivederci. Un ringraziamento: “Vorrei invitarvi tutti ad un canto di ringraziamento al Signore che è stato buono con me … E dopo il grazie a Dio, un grazie a tutti voi che ho conosciuto e che mi avete voluto bene. … E a quanti non sono stato in grado di capire chiedo sinceramente scusa”. Un invito: “Amate la gente che soffre. … Amate chi sta male… e chi sta male in ogni senso: organicamente, psicologicamente, socialmente, spiritualmente… Abbiate amore, coraggio, costanza. Non fate mai i calcoli di quanto date”. Un arrivederci: “Mi consegno completamente alla bontà di Dio… Vorrei essere sepolto a Mondolfo… Un saluto affettuoso a tutti i Mondolfesi, specialmente a quelli che in questo momento sono in particolare difficoltà… Un abbraccio a tutti e un arrivederci. Addio. Che significa A…Dio”.

 

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