Terreni e laghetti inquinati a Mondolfo, da 7 anni si attende la bonifica

Terreni e laghetti inquinati a Mondolfo, da 7 anni si attende la bonifica

Le due famiglie danneggiate, da una situazione che ha ormai dell’assurdo, hanno inviato una diffida al Comune, attraverso l’avvocato Roberto Paradisi

MONDOLFO – Chi inquina paga. È la regola aurea delle norme a protezione dell’ambiente. Ma a Mondolfo sembra che vi sia una realtà diversa.

Era il dicembre del 2014 quando una cisterna, di proprietà Telecom Italia, sversò mille litri di gasolio nei terreni di due cittadini qui residenti, inquinandone anche i laghetti utilizzati per l’irrigazione dei campi.

Da quel giorno per le due famiglie, residenti in quelle proprietà, è iniziato l’inferno.

Da quasi sette anni non possono utilizzare l’acqua dei laghi, rinunciando alla irrigazione ed ai raccolti; si sono viste deprezzare i terreni; devono subire continui accessi di estranei, per monitoraggi e verifiche, senza vedere una fine.

Ed il Comune di Mondolfo, che dovrebbe garantire i diritti dei propri cittadini e la tutela dell’ambiente, sta invece assecondando ogni richiesta di Telecom, moltiplicando le conferenze di servizi ed omettendo di intimare la bonifica integrale delle aree inquinate.

Nei giorni scorsi, le due famiglie coinvolte, ormai esasperate da una situazione che ha dell’assurdo, hanno inviato una diffida ad adempiere al Comune di Mondolfo, attraverso il proprio legale, l’avvocato Roberto Paradisi (nella foto) che, dall’inizio dell’inquinamento ambientale, patrocina gli interessati.

“Da una parte c’è la strategia dilatoria e contraddittoria di Telecom – ha dichiarato il legale – e, dall’altra, la sponda di fatto del Comune, con il responsabile del procedimento che si ostina a prolungare all’infinito un procedimento che ha ormai dell’assurdo. Chi inquina deve bonificare e risarcire. La pazienza è finita”.

QM – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quimarotta.it

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