Autorizzato dal Ministero il nuovo elettrodotto in cavo interrato a Fano

Autorizzato dal Ministero il nuovo elettrodotto in cavo interrato a Fano

L’intervento aumenterà l’efficienza della nuova cabina primaria “Mondolfo”. Previsto da Terna un investimento di circa 9 milioni di euro

FANO – È stato autorizzato dal Ministero della Transizione Ecologica l’intervento denominato “Stazione elettrica Fano – Cabina primaria Fano zona industriale” che prevede la realizzazione di un nuovo elettrodotto in cavo interrato a 132 kV tra la stazione elettrica e la zona industriale di Fano.

L’opera, per cui Terna investirà circa 9 milioni di euro, aumenterà l’efficienza della nuova cabina primaria “Mondolfo” e renderà più efficiente la rete elettrica dell’area con diversi benefici per il territorio. Tra questi, l’aumento di energia fornita alle aziende locali per lo svolgimento delle proprie attività.

L’elettrodotto, tutto in cavo interrato che sarà posato lungo le strade esistenti, avrà una lunghezza di circa 6,5 km.

Nella fase precedente all’avvio in autorizzazione, la Società ha attivato un continuo confronto e dialogo con il territorio e le amministrazioni locali che ha portato all’accoglimento della richiesta del Comune di delocalizzare un tratto di cavo, allontanandolo dalla zona abitata, e all’intesa con la Regione Marche.

Nei prossimi mesi Terna avvierà la fase di progettazione esecutiva e, una volta completata questa, darà avvio ai cantieri per la realizzazione dell’opera.

Terna, che a livello regionale gestisce oltre 1900 Km di linee in alta e altissima tensione e 20 stazioni elettriche, nell’ambito del Piano Industriale 2021-2025 “Driving Energy” investirà 135 milioni di euro per lo sviluppo e la resilienza della rete elettrica regionale, in funzione della transizione energetica di cui l’azienda è protagonista.

Tra i principali interventi di sviluppo previsti c’è l’Adriatic Link, il nuovo elettrodotto in corrente continua tra Abruzzo e Marche lungo circa 270 km, di cui 230 in cavo marino, che rafforzerà lo scambio di energia nell’asse centrale della penisola garantendo sicurezza e flessibilità al sistema elettrico nazionale e consentendo di raggiungere gli obiettivi di incremento di energia da fonti rinnovabili.

 

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