CRONACAIN PRIMO PIANOMAROTTA

L’omicida di fronte al giudice: “Sono sconvolto per quello che è successo”

MAROTTA – “Sono sconvolto per quello che è successo. Non volevo che finisse così”. E’ quanto ha dichiarato questa mattina Sandro Spingardi al giudice che lo ha interrogato e che, al termine dell’incontro, ha convalidato il suo l’arresto.

Sandro Spingardi dopo l’omicidio commesso venerdì sera in via Sterpettine, a Marotta, resta così in carcere. Come del resto era prevedibile. E’ infatti accusato del delitto di Griselda Cassia Nunez, 44 anni, vedova del fratello. Nella tragica serata di Marotta è rimasta ferita anche la figlia della donna, Kenia Cassia Vaca, portata subito dopo in ospedale, ad Ancona, e già dimessa.

Rutto questo mentre i carabinieri stanno ancora indagando sulle motivazioni che hanno spinto il settantenne Sandro Spingardi ad uccidere la cognata Griselda Cassia Nunez ed a ferire la figlia Kenia Cassia Vaca. Entrambe le donne, madre e figlia, sono originarie della Bolivia.

Spingardi, da tempo, viveva in una roulotte accanto all’abitazione di via Sterpettine 31, teatro della tragedia. E venerdì sera, durante una festicciola di compleanno, alla presenza di cinque bambini, ha preso la sua pistola, regolarmente detenuta, ed ha iniziato a sparare.

All’improvvisa ed imprevista scena hanno assistito i bambini, subito allontanati da una mamma. Poi, in serata, i piccoli sono stati portati, per normali e giusti accertamenti, all’ospedale di Fano.

“E’ successo tutto nella serata di venerdì, a Marotta di Mondolfo. Un uomo, animato da vecchie acredini, prende in mano la sua pistola e con un colpo secco uccide, a sangue freddo, sua cognata, vedova di suo fratello e ferisce la di lei figlia, sua nipote. L’accaduto avviene in un casolare, dopo una lite avvenuta con quest’ultima per l’eccessivo “chiacchiericcio” e durante i festeggiamenti per il compleanno della piccola di cinque anni, nipote della deceduta”. E’ quanto afferma, in una nota, Unarma Asc, di Pesaro Urbino.

“Dopo la furia omicida, l’uomo si barrica ancora vicino al corpo morente della cognata e manifesta i suoi intenti suicidi. Grazie alle lunghe trattative messe in atto dal Comandante della Stazione dei Carabinieri di Marotta, e dal Comandante della Compagnia di Carabinieri di Fano, l’uomo si arrende e viene prontamente bloccato dai militari della Sezione Radiomobile di Fano, che adoperano il taser, strumento utilissimo ed in uso solo al personale di quel reparto.

“Ma non solo. Anche una mamma, resasi immediatamente conto della tragedia, raccoglie tutti i bambini, uno a uno, e li mette al riparo, cercando di proteggerli da quell’angoscia inevitabile e di cui ancora, lei stessa, non ne conosceva l’epilogo.

“E’ l’ennesimo orrore che lacera la comunità di Marotta e di tutta la nostra Provincia. In un momento di gioia, come quello di un compleanno, in una ricorrenza felice, ecco che la furia omicida prende il sopravvento e diventa agghiacciante. Una tragedia che poteva degenerare in una carneficina e per di più di anime innocenti. Desidero esprimere il mio apprezzamento ai militari che hanno operato per il loro intervento tempestivo ma il mio sentito plauso va anche a quella mamma che ha messo in salvo quei piccoli, il suo sangue freddo e la sua forza d’animo non sono doti comuni”, commenta in una nota Marco Ravizzone, segretario generale di Unarma per la Provincia di Pesaro e Urbino.

“Siamo alla deriva, il gesto è di una crudeltà indicibile ed ogni giorno va sempre peggio. Anche io desidero complimentarmi con i colleghi per la loro professionalità e per il coraggio che hanno dimostrato, e per quel senso del dovere non comune e che rende tanto onore alla nostra istituzione”, aggiunge Paolo Paolini, segretario provinciale aggiunto di Unarma Pesaro e Urbino.

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